Melanoma metastatico, un’alternativa innovativa alla chemioterapia tradizionale

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Melanoma metastatico, un’alternativa innovativa alla chemioterapia tradizionale

  Melanoma metastatico unalternativa innovativa alla chemioterapia tradizionale

Aumentano le speranze di cura per i pazienti con melanoma metastatico non rimovibile chirurgicamente.

A confermarlo è uno studio, pubblicato sul Journal of the American College of Surgeons, sull’utilizzo di un virus modificato geneticamente capace di indurre le cellule immunitarie del corpo ad attaccare il tumore. Una strategia che si è dimostrata decisiva in quasi il 40% dei casi. «Talimogene laherparepvec (TVEC) è un herpes virus geneticamente modificato contenente un fattore stimolante le colonie granulocitarie-macrofagiche (GM-CSF), che invia un segnale per attirare i globuli bianchi verso il tumore e condurre a morte le cellule neoplastiche», spiega David Ollila dell’Università del North Carolina a Chapel Hill, coautore dello studio.

«TVEC viene iniettato direttamente nel tumore in sede ambulatoriale senza i gravi effetti collaterali della chemioterapia o di altri farmaci antitumorali che agiscono sul sistema immunitario». Tanto che la Food and Drug Administration (FDA) americana, già nel 2015, aveva approvato TVEC per il trattamento del melanoma metastatico dallo stadio IIIB allo stadio avanzato IV.

Nello studio appena pubblicato i ricercatori hanno valutato 80 pazienti adulti trattati con TVEC per un periodo di 3 anni. Il 46% dei partecipanti (37 pazienti) presentava malattia in stadio IIIB, il 31% (25 pazienti) in stadio IIIC, l'1% (1 paziente) in stadio IIID clinico e il 20% (16 pazienti) una metastasi in sede distante dal melanoma originario (stadio IVM1a).

I pazienti hanno ricevuto in media 5 cicli di TVEC, in seguito ai quali il 39% dei partecipanti (31 pazienti) ha mostrato una risposta locale completa alla terapia e il 18% (14 pazienti) una risposta parziale. In particolare, i pazienti con malattia in stadio IIIB hanno mostrato una percentuale di risposta locale completa pari al 68%, rispetto al 26% per quelli in stadio IIIC, 0% per quelli in stadio IIID e 6% per quelli in stadio IVM1a.

A un follow-up medio di 12 mesi, il 59% dei pazienti con malattia in stadio IIIB non ha mostrato segni di recidive. TVEC è stato ben tollerato dai pazienti, con effetti collaterali lievi e auto-limitati, i più comuni dei quali sono stati sintomi simil-influenzali nel 28% dei partecipanti (22 pazienti). Solo 5 pazienti hanno interrotto il trattamento per una serie di complicanze, come herpes labiale o infezione.

Una strategia, a detta di David Ollila, destinata a superare la chemioterapia tradizionale per il trattamento di questa malattia.