Terapia antiaggregante, negli over 75 indicato l’uso degli inibitori di pompa protonica

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Terapia antiaggregante, negli over 75 indicato l’uso degli inibitori di pompa protonica

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Nelle persone di età pari o superiore a 75 anni l'uso quotidiano a lungo termine di acido acetilsalicilico (Asa) è associato a un rischio più elevato del previsto di emorragia invalidante o fatale.

Nelle persone di età pari o superiore a 75 anni l'uso quotidiano a lungo termine di acido acetilsalicilico (Asa) è associato a un rischio più elevato del previsto di emorragia invalidante o fatale. A sostenerlo è l’Oxford Vascular Study del britannico Peter Rothwell dell'Università di Oxford, pubblicato su Lancet, su 3.166 pazienti colpiti in precedenza da ictus o infarto del miocardio e che assumevano antiaggreganti come l’Asa. 

Nei pazienti sotto i 65 il tasso annuo di sanguinamenti che richiedevano il ricovero era dell'1,5%, mentre saliva al 3,5% nella fascia 75-84 anni e al 5% negli over 85.
Per quanto riguarda il rischio di sanguinamento invalidante o fatale, nei pazienti sotto i 65 anni il tasso era inferiore allo 0,5%, mentre nella fascia 75-84 anni saliva all'1,5% e negli over 85 anni arrivava al 2,5%.

Secondo i ricercatori nei pazienti d’età pari o superiore a 75 anni la terapia antiaggregante può causare un sanguinamento significativo tale da risultare invalidante o fatale quasi quanto l'ictus ischemico ricorrente. Un fenomeno da tenere sotto controllo con farmaci inibitori della pompa protonica (PPI), il cui utilizzo in questa popolazione di pazienti è giustificato dal rapporto rischio-beneficio.