Celiachia, miscela di probiotici multiceppo contro la disbiosi intestinale responsabile di IBS

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Celiachia, miscela di probiotici multiceppo contro la disbiosi intestinale responsabile di IBS

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La dieta priva di glutine assunta dai portatori di celiachia non sempre dispensa il paziente dai tipici disturbi della sindrome dell’intestino irritabile (IBS).

Spesso infatti, anche in coloro che seguono attentamente le indicazioni dietetiche, persistono problemi gastrointestinali da IBS riconducibili alla carenza di bifidobatteri nella flora batterica responsabile di squilibrio intestinale: la disbiosi.

«In letteratura emerge che il rischio di avere sintomi di intestino irritabile per i pazienti celiaci, sottoposti a dieta, è 4 o 5 volte maggiore dei pazienti non celiaci – spiega Ruggiero Francavilla, pediatra gastroenterologo della Clinica pediatrica universitaria Ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, che insieme a Maria De Angelis dell’Università Aldo Moro di Bari ha condotto uno studio sugli effetti clinici e microbiologici associati alla supplementazione di un probiotico multiceppo in pazienti celiaci con sintomi persistenti da IBS. «L’obiettivo dello studio è stato valutare efficacia e sicurezza di una miscela probiotica composta da 3 Bifidobatteri e 2 Lattobacilli in pazienti con malattia celiaca (CD) con sintomi di sindrome dell'intestino irritabile (IBS) nonostante una rigorosa dieta priva di glutine (GFD). I pazienti che hanno assunto il probiotico hanno mostrato un miglioramento dei sintomi rispetto a coloro che avevano preso il placebo».

In totale sono stati 109 i pazienti celiaci arruolati in questo studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo: a una parte di questi (celiaci a dieta da almeno 2 anni) è stata somministrata per 6 settimane una miscela di 3 Bifidobatteri e 2 Lattobacilli, mentre a un secondo gruppo è stato somministrato un placebo. Successivamente, per ulteriori 6 settimane, i pazienti sono rimasti in osservazione senza assumere alcun prodotto. Al termine dello studio, i pazienti che hanno assunto il probiotico hanno mostrato un notevole miglioramento dei punteggi sintomatologici rispetto a coloro che avevano preso placebo. Alla fine del trattamento nel gruppo di pazienti trattati con il probiotico multiceppo si è registrato un aumento di Lattobacilli e Bifidobatteri e l’aumento dei Bifidobatteri è stato confermato anche dopo 6 settimane di follow-up, senza peraltro registrare eventi avversi.

«Il paziente celiaco che ha eliminato il glutine dalla dieta da almeno 2 anni è un paziente in remissione: se non ha IBS, ci si aspetta che abbia una mucosa intestinale uguale a quella degli individui sani privi di disbiosi. Questo, di fatto, non avviene», avverte Maria De Angelis. «Se il paziente celiaco in remissione presenta disbiosi intestinale, la causa potrebbe essere la carenza di fibra nella dieta celiaca: togliendo alimenti contenenti glutine, si toglie una frazione di fibra solubile che invece è utile allo sviluppo del microbiota intestinale. In presenza di IBS la condizione del microbiota intestinale nel paziente celiaco peggiora ulteriormente».

Grazie allo studio è stato così messo a punto dai ricercatori un nuovo integratore alimentare – oggi disponibile in farmacia – in grado di ridurre i sintomi gastrointestinali e aumentare i Lattobacilli e i Bifidobatteri nei pazienti con malattia celiaca.

Basilio Malamisura, direttore U.O. di Pediatria e Centro di riferimento regionale per la Celiachia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno, parla di una correlazione tra le due patologie, in quanto l’agente scatenante può essere lo stesso. «Esistono collegamenti tra le due condizioni: IBS e celiachia vengono spesso innescati dall’ingestione di alimenti con frumento, anche se il meccanismo alla base è diverso. Nel caso della celiachia, la patologia viene scatenata dall’ingestione di una proteina contenuta nel frumento (gliadina), che si assembla con le glutenine durante la lavorazione dell’impasto a costituire il glutine. Invece nell’IBS la responsabilità è da attribuire ad altri fattori contenuti nel frumento, tra cui alcuni zuccheri non digeribili che vengono fermentati dalla flora batterica intestinale producendo gas in eccesso responsabili dei vari disturbi dell’IBS».

È necessario, però, saper distinguere le due situazioni escludendo in primis la celiachia attraverso esami di laboratorio specifici. La celiachia infatti è una patologia di tipo autoimmune su base genetica, multifattoriale, la cui frequenza si avvicina al 2% della popolazione e può manifestarsi a qualsiasi età.

«Attualmente sappiamo che i fattori determinanti sono genetici uniti a fattori esterni, come l’ingestione del glutine, ma potrebbero esserci altri elementi responsabili della patologia», aggiunge Carlo Catassi, direttore della Clinica pediatrica universitaria politecnica delle Marche. «Possono influire sull’insorgenza della celiachia infezioni riscontrate da bambino, alimentazione infantile, somministrazione di antibiotici. Questi fattori possono modificare il microbiota intestinale, cioè la flora batterica presente nel nostro intestino, che può a sua volta influenzare la funzione immunitaria e la permeabilità intestinale. Il microbiota potrebbe giocare un ruolo importante nello scatenare la patologia celiaca in un soggetto predisposto».