Rosa canina

 

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Rosa canina

  farmaci in viaggioLa Rosa canina è una pianta molto conosciuta per il suo utilizzo nel trattamento delle sindromi da raffreddamento.

Le parti con maggiore attività farmacologica, sono rappresentate dai frutti della pianta privati dei semi, caratterizzati dalla tipica colorazione rosso vivo.

Nella medicina popolare, oltre al trattamento della sindrome influenzale, vengono tradizionalmente usati anche i fiori e le foglie sotto forma di tisane come blandi astringenti intestinali, e per uso topico come emollienti e protettori vasali.

I dati epidemiologici ci dicono che la rosa canina e l’echinacea, rappresentano i prodotti più utilizzati tra i pazienti che fanno uso di fitoterapici durante il periodo invernale.

Questa importante attività antiinfluenzale è dovuta all’altissima concentrazione di vitamina C presente all’interno dei frutti e di bioflavonoidi, che sono in grado di facilitare l’assorbimento della vitamina C in modo da agire in maniera sinergica.

La vitamina C (acido ascorbico) è un composto indispensabile per il normale svolgimento di importanti processi biologici, quali:

  • • Il metabolismo e l’eliminazione dei farmaci;
    • La sintesi di noradrenalina, ormoni corticosurrenalici e di sostanze intercellulari come collagene, matrice ossea e dentaria etc…
    • Trasformazione dell’acido folico in acido folinico e della transferrina in ferritina;
    • Attività antivirale e antibatterica e immunostimolante

  • Fino all’inizio del 900, era facile imbattersi in persone affette da scorbuto, patologia causata proprio dalla carenza di vitamina C, oggi la nostra alimentazione varia, ha fatto sì che questa condizione scomparisse quasi del tutto. Tuttavia, in alcune fasce di popolazione, possono crearsi particolari situazioni di carenza vitaminica e può essere importante integrare l’alimentazione con una supplementazione. 


Per citare un esempio, facciamo riferimento ai fumatori: il fumo di tabacco, contiene infatti composti in grado di stimolare la produzione di radicali liberi e quindi di consumare vitamina C. Il fabbisogno di vitamina C di un fumatore, risulta infatti aumentato di 2-3 volte, rispetto a quello di un non fumatore.  L’uso di integratori con alti contenuti di vitamina C è in questi casi fortemente consigliato.