Alimenti e sostanze biologicamente attive: i fitoestrogeni nella menopausa

icon1

Alimenti e sostanze biologicamente attive: i fitoestrogeni nella menopausa

  la sindrome metabolicaI composti fitochimici (sostanze che si trovano naturalmente nelle piante) comprendono un insieme estremamente variegato di sostanze che non sono sintetizzate dal nostro corpo, ma che se assunte in quantità adeguate, possono portare benefici alla salute.

Per quanto questi composti siano diversi tra di loro, hanno alcune caratteristiche comuni, infatti sono tutte sostanze organiche a basso peso molecolare, peculiari nel mondo vegetale ma non indispensabili per l’uomo con azione potenzialmente protettiva per la salute umana e con meccanismi d’azione che hanno azioni complementari o sovrapponibili.

Le attività biologiche che possono essere svolte da queste sostanze sono di varia natura come ad esempio:

• Attività antiossidante;
• Attività antibatterica e antivirale;
• Stimolazione del sistema immunitario;
• Modulazione degli enzimi detossificanti;
• Modulazione ormonale

Tra i composti caratterizzati da quest’ultima attività, troviamo i Fitoestrogeni, sostanze ubiquitarie di origine vegetale che hanno proprietà ormonali di tipo estrogenico e sono state identificate in oltre 300 piante delle quali solo alcune sono commestibili. Sulle nostre tavole potremmo ritrovare la soia e i suoi derivati, come prodotti con la più alta concentrazione di fitoestrogeni.

La soia, proprio per le sue attività fitoestrogeniche (così denominata perché in grado di legarsi ai recettori per gli estrogeni), in diverse formulazioni, viene utilizzata per contrastare i disturbi legati alla menopausa.
Attualmente ci sono diversi studi che valutano la loro capacità di modulare gli sbalzi d’umore e l’ipersudorazione associata a vampate di calore, tipiche di questa fase delicata e dovute proprio alla carenza estrogenica.

Molto interessanti sono anche gli studi che riguardano le loro capacità cardioprotettrici e la loro azione sul metabolismo osseo: ricerche in vitro hanno evidenziato come al livello osseo siano in grado di inibire l’attività degli osteoclasti, favorendo quella degli osteoblasti e che siano in grado di permettere un maggiore assorbimento della vitamina D3 e del calcio.

La soia e i suoi derivati o prodotti che presentano elevate concentrazioni di fitoestrogeni, sono tuttavia da escludersi nell’alimentazione di donne che hanno avuto problematiche di tumore al seno o all’apparato genitale.