Alterazioni venose e linfatiche quali sono le piu’ frequenti e come comportarsi


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Alterazioni venose e linfatiche quali sono le piu’ frequenti e come comportarsi

  alterazionni venose linfaticheIl periodo estivo risulta particolarmente critico per i pazienti che soffrono di problematiche venose, il caldo, rende le gambe gonfie, aumenta la ritenzione di liquidi causando edema agli arti inferiori.

Questo può causare a chi ne soffre un forte senso di stanchezza e spossatezza.

L’albero venoso ricalca a grandi linee quello arterioso, il sangue venoso, dalla periferia ritorna ai polmoni: qui avviene lo scambio che permette il rilascio della CO2 e il rifornimento di ossigeno.
Il sangue refluo dagli arti inferiori e dall’addome confluisce a livello della vena cava inferiore mentre il sangue che proviene dai distretti alti del corpo confluisce nella cava superiore. Queste vene riportano il sangue al cuore, e da lì tramite la piccola circolazione arriverà ai polmoni.

Le pareti delle vene sono molto sottili, la pressione al loro interno non è altissima, pertanto risultano molli come strutture. Per permettere al sangue di non tornare alla periferia, all’interno delle nostre vene sono presenti delle valvole, bi e tricuspidi, variamente distribuite in tutto il sistema, superficiale e profondo, che indirizzano il flusso del sangue verso il cuore.

Queste valvole venose sono costituite da particolari strutture elastiche e muscolari che compongono l’anello valvolare e da lembi (cuspidi appunto) mobili, che, seguendo il flusso, si aprono e si chiudono, permettendo il ritorno venoso ed impedendo il re-flusso.

Considerata la bassa pressione interna, la spinta del sangue verso il cuore è principalmente fornita dai movimenti muscolari e scheletrici, in particolare avremo:

● Pompa Plantare
La spremitura della pianta e dei muscoli plantari, durante il passo, distribuisce il sangue venoso nei vari distretti e lo spinge verso l’alto.

● Pompa Muscolare della gamba e del piede
L’attività dei muscoli del polpaccio spinge il sangue verso l’alto esattamente come una pompa idraulica.

Appare chiaro quindi come una qualsiasi disfunzione all’apparato locomotore possa simulare e/o favorire l’insufficienza venosa e richiedere assistenza specialistica specifica.
Quando sono presenti patologie venose degli arti inferiori, è necessario inoltre tenere presente anche i vasi linfatici.
Questi vasi, svolgono infatti un’importante funzione di scambio e di drenaggio dagli spazi interstiziali del liquido in eccesso, questo, si riscontra in tutti i tessuti eccezion fatta per l’epidermide, il sistema nervoso centrale, la cornea, il cristallino, le ossa e le cartilagini.

Il circolo linfatico svolge inoltre tutta una serie di importanti altre funzioni:

● Recupero: reimmette in circolo le proteine plasmatiche (fino a 1/3 delle proteine plasmatiche totali – circa 100 gr.) e l’acqua (2-3 l/die) perse dai capillari, per garantire l’omeostasi.
● Assorbimento: trasporta i chilomicroni, le proteine e le vitamine liposolubili dai villi intestinali al circolo sanguigno
● Protezione: con la sua funzione immunitaria la linfa viene filtrata nei linfonodi che trattengono gli agenti patogeni e innescano la risposta immunitaria

Anche i vasi linfatici hanno una bassissima pressione al loro interno e non hanno un proprio motore. Il movimento della linfa è garantito:

● dalla muscolatura della tonaca media,
● dalla pompa muscolare degli arti
● dalla pompa plantare
● dalle variazioni di pressione associate alla respirazione,
● dalla pulsazione arteriosa (solo per i linfatici profondi),
● dalle numerose valvole (flusso unidirezionale)

Sono quindi molto numerosi gli attori coinvolti nel corretto funzionamento del sistema venoso e linfatico, ed è facile che l’alterazione di uno di questi sistemi possa condurre a delle condizioni patologiche più o meno gravi.

Tra le situazioni che si trovano più di frequente abbiamo:

● edema/linfedema
● varici primarie e secondarie
● teleangectasie
● ulcerazioni
● pannicolopatia edemato fribro sclerotica

Per il trattamento di queste disfunzioni e la prevenzione di eventuali complicanze, esistono numerosi prodotti e fitoterapici sul mercato. Oltre alle applicazioni cutanee (principalmente sintomatologiche) e le preparazioni orali, sarà necessario correggere il proprio stile di vita e l'alimentazione.

Esistono inoltre delle metodiche definite antigravitazionali, che possono aiutare a ripristinare la corretta omeostasi tra questi sistemi; alcuni esempi sono il linfodrenaggio manuale, la pressoterapia o l’elastocompressione. Se iniziano a subentrare sintomi come dolore pulsante, senso di pesantezza, gonfiore o prurito in zone dove sono presenti vene esposte, è di fondamentale importanza il confronto con il proprio medico curante in modo da poter essere indirizzati subito, verso la terapia più indicata.